Alberona è un gioiello nascosto dei monti della Daunia che sorge a 732 metri sul livello del mare sulle pendici del monte Stillo, al confine con la Campania. Con i suoi 836 abitanti distribuiti su 49,75 km², questo piccolo comune della provincia di Foggia è conosciuto come il “paese dell’acqua” per la presenza di numerose sorgenti naturali che arricchiscono il territorio, ed è insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e fa parte del circuito dei “Borghi più belli d’Italia”.
Origini medievali e i Cavalieri Templari
Le origini di Alberona si fanno risalire intorno all’anno 1000, quando il territorio iniziò a essere popolato stabilmente. Nel 1220, Federico II di Svevia conquistò la Puglia alleandosi con i Saraceni e creò a Lucera una roccaforte musulmana, concedendo agli insediati ampi diritti di legnatico nei boschi del territorio alberonese.
Nel 1239, con la confisca dei beni degli ordini cavallereschi operata da Federico II in lotta con il papato, fu avocato il controllo di Alberona sino ad allora esercitato dai Cavalieri Templari. Alla morte dell’imperatore, re Manfredi di Sicilia donò il feudo ad Amelio de Molisio durante una permanenza a Barletta.
Durante la dominazione angioina, nel 1297, Carlo II di Napoli ordinò al Capitano di Lucera di far riconoscere nuovamente il possesso dei Templari su Alberona. Nel 1312, con la soppressione dell’ordine templare, il feudo fu affidato ai Cavalieri Ospitalieri (poi Cavalieri di Malta), con sede a Barletta, che lo controllarono fino alla soppressione dei diritti feudali nel 1806.
La Torre del Priore: simbolo del potere cavalleresco
La Torre del Priore rappresenta il principale monumento di Alberona e testimonia l’importante passato cavalleresco del borgo. Appartenuta inizialmente ai Cavalieri Templari, nel XIV secolo divenne residenza del Gran Priore dell’Ordine dei Cavalieri di Malta di Barletta quando si trasferiva nel suo feudo alberonese.
Questa imponente struttura fortificata domina il centro storico del paese e rappresenta un esempio significativo dell’architettura cavalleresca medievale nell’Italia meridionale. Nel 2002 la torre è stata donata a Italia Nostra che ne ha fatto la propria sede, garantendo la conservazione e la valorizzazione di questo importante patrimonio storico.
La torre testimonia l’influenza degli ordini cavallereschi che per secoli hanno caratterizzato la storia di Alberona, contribuendo allo sviluppo economico e sociale del territorio attraverso la gestione delle risorse forestali e agricole.
| Periodo | Ordine cavalleresco | Caratteristiche |
| 1000-1239 | Cavalieri Templari | Primo controllo del territorio |
| 1312-1806 | Cavalieri di Malta | Residenza del Gran Priore |
| 2002-oggi | Italia Nostra | Conservazione e valorizzazione |
Calamità storiche e resilienza del borgo
La storia di Alberona è segnata da eventi traumatici che hanno messo alla prova la resilienza della comunità. Sotto il regno di Alfonso V d’Aragona (1442-1458), furono distrutte molte fortificazioni del Subappennino dauno, tra cui Alberona, per snidare i rivoltosi che si opponevano alle riforme aragonesi.
Nei secoli XVI e XVII il borgo fu colpito da gravi disagi e calamità, aggravati dall’esosità del fisco del Regno di Napoli impegnato nelle guerre contro la Francia e i pirati dell’Adriatico. La peste del 1656 rappresentò uno dei momenti più drammatici: causò 384 morti tra il 9 agosto e il 10 novembre, con i cadaveri sepolti nelle fosse funerarie delle quattro chiese esistenti.
Nel periodo post-unitario, il brigantaggio dilagante provocò ad Alberona 66 vittime, mentre la questione ecclesiastica si risolse con il passaggio dalla diocesi di Volturara a quella di Lucera.
Il “paese dell’acqua”: ricchezze naturali
Alberona deve il suo soprannome di “paese dell’acqua” alla straordinaria ricchezza idrica del territorio. Il comune è solcato da due torrenti principali: la Salsola a nord e il Vulgano a sud, oltre ai torrenti Marano e Casanova e a ruscelli come il Canale dei Tigli.
Le numerose sorgenti naturali che sgorgano dai monti della Daunia caratterizzano il paesaggio locale, creando un microclima particolare e favorendo una vegetazione rigogliosa. Questa abbondanza d’acqua ha storicamente rappresentato una risorsa fondamentale per l’economia locale, sostenendo l’agricoltura, l’allevamento e le attività artigianali.
Il territorio comunale, in gran parte boschivo, offre scenari naturali di rara bellezza con sentieri che attraversano il bosco del Subappennino e raggiungono luoghi suggestivi come il Canale dei Tigli e il Crocione verso Roseto Valfortore.
Tradizioni culinarie e prodotti tipici
La gastronomia alberonese riflette la cultura montana e i prodotti del territorio. Tra i piatti tipici spiccano i cavatelli al sugo di cinghiale, la coteca con fagioli, i torcinelli e la soppressata. L’acqua sala, piatto povero della tradizione contadina, testimonia l’ingegnosità culinaria locale.
Il territorio offre prodotti naturali di eccellenza: funghi, tartufi, asparagi selvatici e origano che crescono spontaneamente nei boschi circostanti. L’allevamento locale fornisce carni genuine utilizzate per preparazioni tradizionali come la salsiccia e il cinghiale.
I dolci tradizionali includono pettole e cartellate, preparati durante le festività secondo ricette tramandate da generazioni che valorizzano gli ingredienti semplici del territorio montano.
Cultura e tradizioni: il Premio Giacomo Strizzi
Dal 1986 l’Associazione Turistica Pro Loco istituisce il “Premio Nazionale di Poesia Giacomo Strizzi”, intitolato al poeta dialettale alberonese. L’evento rappresenta un importante momento culturale che attira poeti dialettali e di lingua italiana da tutta la penisola.
Il premio testimonia la vitalità culturale del piccolo borgo montano e l’impegno nella conservazione delle tradizioni linguistiche locali. Il dialetto dauno-appenninico parlato ad Alberona rappresenta una variante linguistica di grande interesse storico e antropologico.
Le manifestazioni tradizionali includono la festa patronale di San Giovanni Battista (29-30 agosto) con concerto di chiusura e il suggestivo Presepe vivente che anima il borgo durante le festività natalizie.
Economia sostenibile e turismo
L’economia alberonese si basa su un modello sostenibile che integra agricoltura, allevamento, commercio e turismo. Nel territorio comunale è situato un grande parco eolico che contribuisce alla produzione di energia rinnovabile, rappresentando un esempio virtuoso di sviluppo sostenibile.
Il riconoscimento della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano (2002) e l’inserimento nel circuito dei “Borghi più belli d’Italia” (2005) hanno valorizzato le potenzialità turistiche del territorio, attirando visitatori interessati al turismo naturalistico e culturale.
Quando è consigliata la visita
Il periodo migliore per visitare Alberona va da aprile a giugno e da settembre a ottobre, quando le temperature sono miti e permettono di apprezzare i sentieri boschivi e le sorgenti naturali. Il clima submediterraneo garantisce estati fresche grazie all’altitudine, mentre l’inverno può essere nevoso e suggestivo.
L’estate offre l’opportunità di partecipare alla festa patronale di San Giovanni Battista e di godere del fresco montano. L’autunno è ideale per la raccolta di funghi e castagne, mentre l’inverno regala paesaggi innevati e l’atmosfera magica del Presepe vivente.
Dove dormire in zona
L’offerta ricettiva di Alberona comprende bed & breakfast e case vacanze nel centro storico, caratterizzate dall’uso di materiali locali come pietra bianca e sassi. Molte strutture offrono vista panoramica sui monti della Daunia e sul Tavoliere delle Puglie.
Nelle aree rurali sono disponibili agriturismi che propongono esperienze di turismo montano con escursioni guidate nei boschi, degustazioni di prodotti tipici e attività legate alla scoperta delle sorgenti naturali e dei sentieri del Subappennino.
Dove mangiare in zona
La tradizione gastronomica di Alberona si esprime attraverso trattorie familiari che valorizzano i prodotti del territorio montano. Nel centro storico si trovano locali che propongono specialità come cavatelli al sugo di cinghiale, carni alla griglia e funghi porcini dei boschi circostanti.
Gli agriturismi del territorio organizzano degustazioni che permettono di scoprire i sapori autentici della Daunia: salumi artigianali, formaggi di montagna, miele locale e conserve preparate secondo antiche ricette. La cucina tradizionale celebra la semplicità e la genuinità degli ingredienti locali.
FAQ
Ecco le risposte alle domande più frequenti che i visitatori si pongono quando pianificano una visita ad Alberona.
La Torre del Priore è visitabile?
La Torre del Priore, sede di Italia Nostra, è visitabile su appuntamento contattando l’associazione. Durante alcuni eventi culturali e manifestazioni viene aperta al pubblico con visite guidate che illustrano la storia degli ordini cavallereschi.
Quali sono i migliori sentieri per escursioni?
I sentieri più apprezzati conducono al Canale dei Tigli, al parco eolico verso Volturino e al Crocione verso Roseto Valfortore. È consigliabile essere accompagnati da guide locali per scoprire le sorgenti nascoste e i punti panoramici.
Alberona è raggiungibile con i mezzi pubblici?
Ferrovie del Gargano effettua collegamenti quotidiani con fermata al centro del paese. Il borgo è collegato alla SS 17 e a Lucera mediante strade provinciali. Per le escursioni nei boschi è consigliabile avere un mezzo proprio.
Quando si possono raccogliere funghi e tartufi?
La raccolta di funghi è possibile in autunno (settembre-novembre) con le dovute autorizzazioni. Per i tartufi il periodo va da ottobre a dicembre. È necessario rispettare la normativa regionale e rivolgersi a guide esperte del territorio.
Il Presepe vivente si svolge ogni anno?
Sì, il Presepe vivente è una tradizione consolidata che si svolge durante le festività natalizie. L’evento coinvolge l’intera comunità e trasforma le caratteristiche stradine del centro storico in scenari della Natività, attirando visitatori da tutta la regione.