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Alezio: dalle origini messapiche alla rinascita moderna

Alezio dalle origini messapiche

Alezio è un piccolo gioiello del Salento occidentale che sorge a 75 metri sul livello del mare nell’entroterra di Gallipoli. Con i suoi 5.640 abitanti distribuiti su una superficie di 16,79 km², questo comune della provincia di Lecce custodisce una storia millenaria che affonda le radici nella civiltà messapica, testimoniata da uno dei più importanti musei archeologici della regione e dal motto cittadino “Post Fata Resurgo” – dopo la fatalità risorgo.

Le origini messapiche e l’antica Aletium

Le radici storiche di Alezio risalgono all’antica civiltà messapica, quando la città era conosciuta come Aletium. Fondata probabilmente dai Messapi tra l’VIII e il VII secolo a.C., l’insediamento si sovrappose successivamente a popolazioni di origine greca, il che spiegherebbe le leggende che attribuiscono a Lizio Idomeneo, mitico re di Creta, la fondazione della città.

L’antica Aletium era strategicamente posizionata lungo la Via Salentina, importante arteria stradale messapica poi potenziata in periodo romano, che collegava Taranto con Veretum e Leuca fino a raggiungere Otranto. Questa posizione privilegiata favorì lo sviluppo commerciale e culturale della città, come testimoniano i numerosi manufatti di tipo greco rinvenuti negli scavi archeologici.

La necropoli messapica di Monte d’Elia, indagata dalla Soprintendenza Archeologica tra il 1981 e il 1985, rappresenta una delle testimonianze più importanti della civiltà messapica nel Salento. Databile tra il VI e il III-II secolo a.C., presenta diverse tipologie di sepoltura: dalle semplici fosse scavate nella terra ai sarcofagi monolitici squadrati con precisione, fino alle casse di enormi lastroni caratteristiche dei periodi più recenti.

Il Museo Civico Messapico: tesoro archeologico

Il Museo Civico Messapico, ubicato nel settecentesco Palazzo Tafuri, custodisce una straordinaria collezione di reperti che raccontano la storia millenaria di Alezio. Dichiarato monumento nazionale nel 1981 e inaugurato nel 1982, il museo evitò la dispersione dei preziosi oggetti rinvenuti negli scavi urbani e nella necropoli di Monte d’Elia.

I corredi funerari esposti comprendono oggetti in ceramica acroma e decorata a fasce brune di produzione locale, tra cui spicca una trozzella, unguentari, crateri, fibule in bronzo e coppe di tipo ionico. Di particolare importanza è la documentazione epigrafica con iscrizioni in lingua messapica utilizzando l’alfabeto greco, databili tra la fine del VI e il III-II secolo a.C.

La “vetrina degli ori” rappresenta il fiore all’occhiello del museo: splendidi gioielli del I secolo a.C. appartenenti a una giovane donna, rinvenuti in una tomba familiare alla periferia di Contrada Raggi. Il corredo aureo, di notevole valore artistico, comprende una collana, due orecchini, due bracciali e due anelli digitali che testimoniano l’esistenza di una classe aristocratica particolarmente abbiente.

PeriodoTipologia repertiProvenienza
VI-III sec. a.C.Ceramiche e corredi funerariNecropoli Monte d’Elia
I sec. a.C.Gioielli in oroContrada Raggi
I-VI sec. d.C.Vasellame da mensa grecoVarie località

Il Santuario di Santa Maria della Lizza

Il Santuario di Santa Maria della Lizza rappresenta il cuore spirituale di Alezio e testimonia la rinascita del borgo dopo secoli di abbandono. Edificata tra la seconda metà del XII e la prima metà del XIII secolo, probabilmente da monaci di rito greco, la chiesa presenta una pianta a croce latina con i bracci del transetto sporgenti.

L’edificio custodisce affreschi di epoche diverse raggruppabili in tre fasi principali tra il X e il XVI secolo, insieme a pregevoli tele databili tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento, attribuite al gallipolino Gian Domenico Catalano e alla sua scuola. Nel 1950 la chiesa fu elevata a Santuario dal vescovo Nicola Margiotta.

Durante il XIII-XIV secolo, in seguito all’assedio di Gallipoli nella campagna italiana di Carlo I d’Angiò, la chiesa della Lizza divenne temporaneamente sede episcopale. Papa Giovanni XXII da Avignone esortò il vescovo di Gallipoli a raccogliere fondi per edificare la cattedrale ad “Alicia”, concedendo quaranta giorni di indulgenza ai fedeli.

La rinascita: da Villa Picciotti ad Alezio

Dopo secoli di declino e abbandono, Alezio conobbe una graduale rinascita a partire dal XVIII secolo. Nel 1714-1715, due proprietari terrieri gallipolini, Antonio Coppola e Francesco Alemanno (detto “picciotto”), concessero in enfiteusi i terreni nelle immediate vicinanze del borgo, permettendo un nuovo sviluppo del territorio.

In onore dell’Alemanno, il Casal d’Alezio venne denominato Villa Picciotti, nome che mantenne fino al 1873. Secondo un’altra ipotesi, la denominazione derivò dalla presenza nel porto di Gallipoli di pescatori siciliani che alloggiavano con le famiglie nei casolari intorno alla chiesa della Lizza.

Nel 1854 il piccolo centro ottenne l’autonomia amministrativa e dopo l’Unità d’Italia, nel 1873, riottenne il nome di Alezio. Il motto cittadino “Post Fata Resurgo” riflette perfettamente questa capacità di rinascita che caratterizza la storia della città, rappresentata simbolicamente dalla fenice nello stemma comunale.

Tradizioni e feste popolari

La festa della Madonna dell’Assunta il 15 agosto rappresenta l’evento più importante dell’anno per gli aletini. Nel 1484 re Ferrante d’Aragona concesse alla fiera che si svolgeva in occasione della festa il privilegio dell’esenzione da ogni dazio e gabella, riconoscimento dell’importanza commerciale dell’evento.

La “Lizziceddra” del 27 agosto commemora un evento miracoloso del 1886, quando un terremoto di notevole intensità colpì Alezio senza causare vittime né danni significativi. La popolazione attribuì il miracolo all’intercessione della Madonna dell’Assunta, istituendo solenni festeggiamenti che divennero tradizione.

La festa di San Rocco, che si svolge la terza domenica di ottobre, rappresenta un’altra importante ricorrenza cittadina. Durante i festeggiamenti viene esposta sull’altare un’infiorata che riproduce l’immagine del santo, mentre è tradizione acquistare il primo baccalà e le prime castagne della stagione.

Architetture civili e testimonianze storiche

Il Palazzo Tafuri, dimora signorile del XVIII secolo, rappresenta uno dei più importanti esempi di architettura civile aletina. Esternamente presenta una lunga balconata e lo stemma della famiglia Tafuri con un albero di quercia e due fulmini che campeggia sul portone d’ingresso.

L’interno del palazzo custodisce stanze con coperture a volta diverse tra loro, tra cui una particolare volta a croce di Malta. Dal 1982 il palazzo ospita la sede del Museo Civico Messapico, mentre antistante si estende il parco archeologico all’aperto che espone diverse tipologie di tombe messapiche.

La Chiesa della Madonna Addolorata, costruita tra il 1838 e il 1875 su progetto dell’architetto Lorenzo Turco, sorge sulle fondamenta di un’antica costruzione del XII secolo. La chiesa a pianta a croce greca presenta una copertura a botte decorata con stucchi e una cupola circolare con i quattro evangelisti sui pennacchi.

Quando è consigliata la visita

Il periodo migliore per visitare Alezio va da aprile a giugno e da settembre a ottobre, quando le temperature miti permettono di apprezzare al meglio il patrimonio archeologico e le passeggiate nel centro storico. La primavera offre il vantaggio della fioritura della campagna salentina circostante.

L’estate è ideale per chi desidera combinare la visita culturale con il mare, dato che Gallipoli dista solo pochi chilometri. La festa dell’Assunta del 15 agosto e la Lizziceddra del 27 agosto offrono l’opportunità unica di vivere le tradizioni popolari aletine, mentre la festa di San Rocco (terza domenica di ottobre) permette di gustare i primi prodotti autunnali.

Dove dormire in zona

L’offerta ricettiva di Alezio comprende principalmente bed & breakfast e case vacanze nel centro storico, che permettono di soggiornare a pochi passi dal Santuario della Lizza e dal Museo Messapico. Molte strutture sono ricavate da antiche abitazioni ristrutturate che conservano l’atmosfera autentica del borgo salentino.

La vicinanza a Gallipoli (circa 6 km) offre maggiori possibilità di sistemazione, soprattutto per chi desidera combinare cultura e mare. Nella campagna circostante sono disponibili masserie e agriturismi che propongono esperienze di turismo rurale con degustazioni di prodotti tipici del territorio.

Dove mangiare in zona

La tradizione gastronomica aletina riflette i sapori autentici della cucina salentina, con particolare attenzione ai prodotti della terra. Nel centro storico si trovano trattorie familiari che propongono piatti della tradizione locale come pittule, friselle e pasta fatta in casa.

Le masserie del territorio organizzano degustazioni che permettono di scoprire i sapori autentici del Salento: dall’olio extravergine di oliva ai formaggi freschi, dalle conserve sott’olio ai dolci tradizionali. Durante la festa di San Rocco è d’obbligo assaggiare il primo baccalà della stagione e le castagne, secondo l’antica tradizione locale.

FAQ

Ecco le risposte alle domande più frequenti che i visitatori si pongono quando pianificano una visita ad Alezio e ai suoi tesori archeologici.

Il Museo Civico Messapico è sempre aperto?

Il museo ha orari variabili a seconda della stagione e può richiedere prenotazione per visite guidate. È consigliabile contattare l’ufficio turistico comunale per verificare gli orari aggiornati, soprattutto durante i periodi di bassa stagione quando potrebbero essere ridotti.

È possibile visitare la necropoli di Monte d’Elia?

Il parco archeologico all’aperto antistante il museo espone alcune tombe messapiche rinvenute durante gli scavi. Per la visita del sito originale di Monte d’Elia è necessario contattare la Soprintendenza Archeologica o richiedere visite guidate specializzate.

Quanto tempo serve per visitare Alezio?

Una visita completa di Alezio, inclusi il Museo Messapico, il Santuario della Lizza e il centro storico, richiede circa 3-4 ore. Durante le feste patronali è consigliabile dedicare più tempo per partecipare alle celebrazioni e alle processioni.

Alezio è raggiungibile con i mezzi pubblici?

Alezio è collegata a Lecce e Gallipoli da servizi di autobus regionali. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Gallipoli, da cui partono collegamenti bus per Alezio. Per maggiore autonomia negli spostamenti è consigliabile avere un’auto propria.

Durante quale periodo si possono vedere gli ori messapici del museo?

La collezione di gioielli messapici è esposta permanentemente nella “vetrina degli ori” del Museo Civico Messapico. Questi splendidi manufatti del I secolo a.C. rappresentano uno dei tesori più preziosi del museo e sono sempre visibili durante gli orari di apertura.

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