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Monumento al Marinaio d’Italia: la storia che non conosci su questo punto di riferimento a Brindisi

Monumento al Marinaio d'Italia: la storia che non conosci su questo punto di riferimento a Brindisi

Imponente e maestoso, il Monumento al Marinaio d’Italia si erge sul porto di Brindisi come simbolo del coraggio e del sacrificio dei marinai italiani. Questa straordinaria struttura a forma di timone, alta 53 metri dal piazzale e 68 metri dal lungomare, rappresenta uno dei simboli più riconoscibili della città pugliese. Conosciuto affettuosamente dai residenti come “la jatta ‘ssittata” (il gatto seduto), il monumento è interamente rivestito in carparo, una pietra calcarenitica compatta dal caratteristico colore dorato che brilla sotto il sole mediterraneo.

Questo luogo non è solo un’importante attrazione turistica ma anche un luogo di memoria e di riflessione, dedicato a tutti coloro che hanno perso la vita servendo il paese sul mare.

Storia e realizzazione

Il Monumento al Marinaio d’Italia venne concepito negli anni ’30 per commemorare i circa 6.000 marinai caduti durante la Prima Guerra Mondiale. Fu voluto da Benito Mussolini, allora Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d’Italia, che scelse Brindisi per il ruolo centrale che la città aveva avuto durante il conflitto. Per realizzare quest’opera commemorativa fu indetto un concorso nazionale che ricevette ben 92 proposte.

Il progetto vincitore, intitolato “Sta come torre”, fu presentato dall’architetto Luigi Brunati e dallo scultore Amerigo Bartoli, che immaginarono un grande timone con una cappella-sacrario alla base. I lavori di costruzione durarono esattamente un anno, dal 28 ottobre 1932 all’ottobre 1933, con un costo finale di 2.300.000 lire dell’epoca. Il monumento venne inaugurato ufficialmente il 4 novembre 1933 alla presenza del re Vittorio Emanuele III e di altre autorità dell’epoca.

Trasformazioni nel tempo

Nel corso degli anni, il monumento ha subito diverse modifiche che riflettono i cambiamenti storici e culturali dell’Italia. Nell’immediato dopoguerra, i fasci littori in travertino che adornavano i fianchi laterali del timone furono rimossi, segnando la fine dell’era fascista. Nel 1954, durante l’Anno Mariano, nella nicchia sottostante la sommità del monumento fu collocata una statua della Vergine Maria.

Ulteriori aggiunte significative avvennero nel 1965, quando sul lato del porto, di fronte alla cripta, venne installata un’ara votiva con una fiamma perenne e furono scoperte lapidi dedicate ai caduti della Marina Militare nella Seconda Guerra Mondiale. Un’importante aggiunta alla cripta avvenne nel 1968: durante i lavori di dragaggio dell’avamporto fu recuperata la campana di bordo della corazzata Benedetto Brin, affondata nel porto di Brindisi nel 1915, che trovò la sua collocazione all’interno del sacrario.

Architettura e caratteristiche

L’architettura del monumento è tanto simbolica quanto impressionante. Alla base si trova una cripta a forma di scafo rovesciato, con archi a forma di ogiva che creano un’atmosfera solenne e riflessiva. All’interno della cripta, sull’altare, si può ammirare la statua della Vergine “Stella del Mare”. Sui marmi neri posizionati negli archi ai lati dell’ingresso sono incisi i nomi dei 5.992 marinai della Regia Marina Militare e della Regia Marina Mercantile caduti dall’Unità d’Italia fino alla data di inaugurazione del monumento.

Quattro marmi bianchi, situati sulle ultime colonne del corridoio principale, riportano i nomi dei decorati con Medaglia d’Oro alla Memoria delle due guerre mondiali. Sul piazzale superiore sono collocate due ancore provenienti dall’incrociatore austro-ungarico SAIDA (rinominato Venezia) e due cannoni appartenuti a sommergibili austro-ungarici, testimonianze tangibili della storia navale italiana.

Visita al monumento

Oggi il monumento, gestito dal comune di Brindisi dopo essere stato ceduto dal Ministero della Difesa nel 2014, è aperto al pubblico e offre un’esperienza di visita unica. È possibile accedervi dal piazzale retrostante il porto, nel quartiere Casale. Una volta all’interno, i visitatori possono scegliere di salire alla sommità del monumento attraverso una scala elicoidale o utilizzando un ascensore.

La vetta offre una vista panoramica mozzafiato sulla città di Brindisi, sul porto, sul Mare Adriatico e persino sull’aeroporto cittadino. È inoltre possibile scendere sul piazzale e accedere alla cripta, dove recenti aggiunte includono un modellino in scala 1/100 della Regia Nave Benedetto Brin, realizzato da Marco Matulli, e una statua di Santa Barbara, opera del professor Cosimo Marinò, entrambi posizionati nel 2017 in occasione del 102° anniversario dell’affondamento della nave.

Monumento al Marinaio d’Italia

Caratteristica Dettaglio
Nome ufficiale Monumento al Marinaio d’Italia
Nome popolare “la jatta ‘ssittata” (il gatto seduto)
Ubicazione Porto di Brindisi, Puglia, Italia
Indirizzo Via Duca degli Abruzzi
Coordinate 40°38′40.33″N 17°56′49.42″E
Forma Timone di nave
Altezza 53 metri dalla piazzetta, 68 metri dal lungomare
Materiale principale Cemento armato rivestito in carparo (pietra calcarenitica dorata)
Anno di costruzione 1932-1933
Data inaugurazione 4 novembre 1933
Costo originale 2.300.000 lire
Progettisti Architetto Luigi Brunati e scultore Amerigo Bartoli
Nome del progetto “Sta come torre”
Significato Commemorazione dei circa 6.000 marinai caduti nella Prima Guerra Mondiale
Elementi principali Cripta a forma di scafo rovesciato Archi a forma di ogiva Statua della Vergine “Stella del Mare” Marmi con i nomi dei 5.992 marinai caduti Due ancore dell’incrociatore SAIDA Due cannoni di sommergibili austro-ungarici Campana della corazzata Benedetto Brin
Modifiche storiche Rimozione dei fasci littori dopo la caduta del fascismo Aggiunta della statua della Vergine nel 1954 Installazione dell’ara votiva nel 1965 Recupero della campana della Benedetto Brin nel 1968 Aggiunta del modellino della nave e della statua di Santa Barbara nel 2017
Proprietà attuale Comune di Brindisi (ceduto dal Ministero della Difesa nel 2014)
Accessibilità Visitabile con scala elicoidale o ascensore fino alla sommità
Attrattiva Vista panoramica su città, porto, Mare Adriatico e aeroporto

Dove mangiare nei dintorni

I dintorni del Monumento al Marinaio d’Italia offrono numerose opportunità gastronomiche per tutti i gusti e le tasche. Il quartiere portuale è particolarmente rinomato per i ristoranti di pesce fresco, dove si possono assaporare specialità locali come gli spaghetti ai frutti di mare, le cozze alla tarantina e il crudo di pesce dell’Adriatico.

Lungo il lungomare si trovano diverse trattorie familiari che propongono piatti della tradizione pugliese a prezzi accessibili, mentre nel centro storico, a pochi minuti a piedi dal monumento, piccole osterie servono pietanze tipiche come le orecchiette con le cime di rapa e le bombette pugliesi. Per chi desidera solo uno spuntino veloce, i chioschi sul porto offrono street food locale, inclusi panini con il polpo e focacce ripiene. I caffè panoramici permettono di godere della vista sul mare mentre si sorseggia un caffè o un aperitivo al tramonto. Per un’esperienza autentica, si consiglia di scegliere i locali frequentati dai residenti, riconoscibili dalla presenza di clientela locale, e di evitare i ristoranti con menù turistici multilingue esposti all’esterno.

Dove dormire nei dintorni

I dintorni del Monumento al Marinaio d’Italia offrono diverse soluzioni di alloggio adatte a ogni tipo di viaggiatore. L’area portuale presenta strutture con vista sul mare che permettono di godere del panorama mozzafiato sul porto e sul monumento stesso, ideali per chi cerca un soggiorno scenografico. Nel centro storico, a breve distanza a piedi, si trovano caratteristici bed & breakfast ricavati in antichi palazzi che combinano il fascino dell’architettura tradizionale pugliese con comfort moderni. Per chi viaggia con un budget limitato, le pensioni familiari nella zona residenziale offrono sistemazioni accoglienti a prezzi contenuti.

Gli amanti del lusso possono optare per dimore storiche ristrutturate che propongono suite eleganti con terrazze panoramiche. Chi cerca indipendenza troverà appartamenti in affitto breve che consentono di vivere come un locale. Per soggiorni prolungati, le residenze con servizi di cucina risultano particolarmente convenienti. Si consiglia di prenotare con largo anticipo durante la stagione estiva (giugno-settembre), quando la domanda aumenta significativamente, e di verificare la disponibilità di parcheggio se si viaggia in auto, dato che la zona centrale può presentare limitazioni al traffico.

Domande e risposte

Concludiamo la nostra guida con una serie di domande e risposte su questo monumento.

Quali sono gli orari di apertura del Monumento al Marinaio d’Italia?

Il Monumento al Marinaio d’Italia è generalmente aperto tutti i giorni, con orari che possono variare in base alla stagione. Durante il periodo estivo (aprile-ottobre), il monumento è solitamente accessibile dalle 9:00 alle 19:00, mentre nel periodo invernale (novembre-marzo) l’orario si riduce, con chiusura anticipata intorno alle 17:00. È consigliabile verificare gli orari aggiornati presso l’ufficio turistico locale o il sito web del Comune di Brindisi, in quanto possono subire variazioni in occasione di festività o eventi speciali.

È possibile salire fino alla sommità del monumento?

Sì, è possibile salire fino alla sommità del Monumento al Marinaio d’Italia. I visitatori possono scegliere tra due opzioni per raggiungere la cima: utilizzare la scala elicoidale interna, che offre un’esperienza più autentica ma richiede un certo sforzo fisico, oppure servirsi dell’ascensore, che rende il monumento accessibile anche a persone con mobilità ridotta. Una volta in cima, si può godere di una vista panoramica a 360 gradi sulla città di Brindisi, sul porto, sul Mare Adriatico e persino sull’aeroporto cittadino. La salita è inclusa nel biglietto d’ingresso standard.

Qual è il significato dei nomi incisi sui marmi all’interno della cripta?

I nomi incisi sui marmi neri negli archi ai lati dell’ingresso della cripta sono quelli dei 5.992 marinai della Regia Marina Militare e della Regia Marina Mercantile caduti dall’Unità d’Italia fino alla data di inaugurazione del monumento (1933). Si tratta di un memoriale permanente dedicato a coloro che hanno perso la vita in servizio, principalmente durante la Prima Guerra Mondiale. Sui quattro marmi bianchi posizionati sulle ultime colonne del corridoio principale sono invece riportati i nomi dei decorati con Medaglia d’Oro alla Memoria delle due guerre mondiali. Questa imponente lista di nomi rende il monumento non solo un’opera architettonica ma un vero e proprio sacrario alla memoria dei caduti in mare.

Perché fu scelta Brindisi come sede del Monumento al Marinaio d’Italia?

Brindisi fu scelta come sede del Monumento al Marinaio d’Italia dopo un’attenta valutazione che la vide preferita ad altre importanti città portuali come La Spezia e Trieste. La decisione, presa durante il governo di Benito Mussolini, fu motivata dal ruolo centrale che Brindisi ebbe durante la Prima Guerra Mondiale. Il porto di Brindisi, infatti, rappresentò un punto strategico fondamentale per le operazioni navali italiane nel Mar Adriatico e fu base di numerose missioni contro la flotta austro-ungarica. Inoltre, nella rada di Brindisi affondò nel 1915 la corazzata Benedetto Brin, evento che costò la vita a numerosi marinai e che contribuì a consolidare il legame simbolico tra la città e la memoria dei caduti in mare.

La campana esposta nella cripta ha un particolare significato storico?

Sì, la campana esposta nella cripta ha un significato storico molto particolare. Si tratta della campana di bordo della corazzata Benedetto Brin, una nave da battaglia della Regia Marina affondata il 27 settembre 1915 nel porto di Brindisi a causa dell’esplosione della santabarbara (il deposito delle munizioni). L’incidente causò la morte di numerosi membri dell’equipaggio e rappresentò una grave perdita per la marina italiana durante la Prima Guerra Mondiale. La campana fu recuperata nel 1968 durante i lavori di dragaggio dell’avamporto e collocata nella cripta come simbolo di memoria e testimonianza tangibile del sacrificio dei marinai italiani. Accanto alla campana, dal 2017, sono esposti anche un modellino in scala 1/100 della nave e una statua di Santa Barbara, patrona della Marina Militare.

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Redazione Vacanze in Puglia

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